Colture a rischio

DOPO LA COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE MARONI 
SICCITA’ – GIAVAZZI: INTERVENTI TEMPESTIVI

“Diamo atto alla Giunta regionale per la comunicazione presentata e con cui si riconosce formalmente la situazione di emergenza venutasi a creare e si annuncia l’avvio delle consultazioni con il ministero dell’Ambiente al fine di ottenere una deroga ai valori di deflusso minimo vitale per garantire una maggior disponibilità idrica”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Bergamo Renato Giavazzi secondo il quale la siccità “rischia di determinare delle gravissime ripercussioni sull’andamento delle diverse coltivazioni attualmente in campo con un conseguente danno economico pesantissimo a carico delle aziende agricole, in un periodo già segnato da gravi difficoltà”.

“Ci auguriamo – ha proseguito Giavazzi – che il ministero dell’Ambiente accolga la richiesta della nostra Regione, ma non solo: è indispensabile che questa decisione venga assunta in tempi rapidissimi – come avevano già sottolineato nei giorni scorsi i rappresentanti dei nostri enti irrigui – perché un ritardo potrebbe avere effetti devastanti sull’andamento di questa campagna produttiva”.

“Peraltro – osserva ancora Giavazzi – è la delibera stessa della Giunta regionale licenziata oggi ad evidenziare che le situazioni più critiche in Lombardia si riscontrano nel bacino idrografico del fiume Oglio e nei comprensori irrigati con le acque dei fiumi Brembo e Serio che non beneficiano nemmeno dell’effetto regolatorio dei grandi laghi”.

Sul deflusso minimo vitale Giavazzi spiega: “Dobbiamo vedere le nostre produzioni dipendere da misure che sono state pensate per territori diversi dal nostro. L’equilibrio ambientale nella provincia bergamasca prevede, da secoli, l’azione di prelievo dell’acqua da parte dell’uomo dai corpi idrici per l’uso a scopi irrigui. Corpi idrici, come il Brembo e al Serio appunto, che sebbene qualificati quali fiumi hanno in realtà carattere torrentizio”.

“Sono convinto – conclude il presidente di Confagricoltura Giavazzi – che l’applicazione pedissequa, in questo come in altri casi, di norme non compatibili con la nostra realtà rappresenti purtroppo il modo migliore per arrecare danni alla nostra agricoltura. Rischiamo di distruggere un’economia per mano di burocrati con misure mascherate da giustificazioni scientifiche”.

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