Prolungata assenza di precipitazioni: allerta siccità

Siamo ancora in pieno inverno, per cui non abbiamo ancora a che fare con afa e temperature oltre i trenta gradi, ma il secco e l’assenza di precipitazioni delle ultime settimane evidenziano già un concreto rischio siccità per i mesi primaverili ed estivi che arriveranno in questo 2017. A dirlo sono i numeri, forniti dal bollettino straordinario riserve idriche emesso dall’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. In questi primi undici giorni del 2017 infatti le riserve idriche lombarde ammontano a 459,4 milioni di metri cubi, interamente provenienti dai bacini idrici (i laghi presi in considerazione sono Como, Idro, Iseo e Garda, con quest’ultimo che fornisce l’acqua per le nostre campagne). Il dato, se paragonato alla media del periodo negli anni che vanno dal 2006 al 2015, è spaventosamente in calo, con un crollo del 67,2% nelle riserve. Il motivo? Essenzialmente va ricercato nella totale assenza di neve sulle montagne, con lo Swe (Snow water equivalent, la misura che calcola quanta acqua si produce dalla neve sciolta) fermo a un drammatico zero: «È importante sottolineare – spiega il presidente di Confagricoltura Lombardia Matteo Lasagna – come il problema non sia assolutamente il gelo. Sotto questo punto di vista, anzi, siamo tornati ai soliti livelli e alle solite temperature stagionali. Ciò che più ci preoccupa è l’assoluta assenza di neve sulle montagne e la prolungata mancanza di precipitazioni in pianura».

I numeri spiegano meglio la situazione. In media, tra il 2006 e il 2015, a inizio anno le riserve idriche ammontavano a più di 1.400 milioni di metri cubi, dei quali circa 840 derivanti dal manto nevoso e poco più di 560 dai laghi. Ad oggi invece siamo fermi a meno di 460 milioni di metri cubi di acqua, in arrivo dai soli laghi (-18,4% rispetto al valore medio degli anni precedenti), con un crollo verticale delle riserve. Nell’ultimo anno critico preso in esame, il 2007, i valori di inizio anno erano di poco lontani da quelli attuali. Dieci anni fa infatti vi erano a disposizione 425,5 milioni di metri cubi di acqua, provenienti anche in quel caso dai soli bacini idrici, con lo Swe fermo a quota zero: «È ancora presto per lanciare un vero e proprio grido di allarme – prosegue ancora Lasagna – ma di certo la situazione attuale non lascia presagire un’estate facile dal punto di vista idrico. Lo stato delle riserve è drammaticamente simile a quello che avevamo di fronte nel 2007, annata ricordata per la grande ondata di siccità che colpì, tra le altre, anche la nostra provincia. C’è da sperare che quanto prima ci siano precipitazioni, e che soprattutto inizi a nevicare sull’arco alpino».

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