CELEBRATA IL 23 GIUGNO L’ASSEMBLEA ANNUALE DEI SOCI DI CONFAGRICOLTURA BERGAMO

Dopo l’eccellente “esordio” del 2011 e il “bis” del 2012 è toccato ancora alla Villa Moroni di Stezzano, alle porte di Bergamo, ospitare quest’anno l’assemblea generale ordinaria dei soci di Confagricoltura Bergamo, nel solco della consolidata regola non scritta che vuole che ad accogliere i lavori dell’assise annuale dei soci sia un’azienda o comunque, come in questa occasione, una struttura di proprietà dei soci stessi o da loro gestita. E’ un gradito ritorno, quindi, nell’elegante palazzo seicentesco della famiglia Moroni, tra i più conosciuti in provincia e già centro prevalentemente agricolo.

L’assemblea, con inizio alle ore 16,30 per la parte privata dei lavori relativi all’esame dei bilanci e destinata ai soli soci, è diventata pubblica e aperta ad autorità ed ospiti a partire dalle 17,30 con l’esauriente relazione del presidente Renato Giavazzi.
L’assemblea annuale è caduta quest’anno in un momento in cui, con non pochi sforzi di ottimismo, si cominciano ad intravedere sia pur timidi segnali di ripresa, in un panorama che, tuttavia, mantiene una generale connotazione di difficoltà per le nostre aziende, che arrivano da una lunga striscia di anni caratterizzati da una riduzione di redditività. Tuttavia, come si diceva, qualche dato positivo si appalesa, grazie anche a una ripresa della crescita della nostra economia che finalmente comincia a mettere a segno incrementi che vanno oltre lo zero seguito da qualche decimale.
Buona parte dell’attenzione dell’assemblea di Confagricoltura Bergamo non ha potuto che vertere, quindi, su questi temi e sulle possibili ricette per tentare vie di uscita o per individuare opportunità alternative di sviluppo per il settore. Anche altri argomenti tuttavia hanno tenuto banco nella discussione assembleare; dal tema del cambio generazionale alle problematiche del lavoro, dalla nuova PAC alla non sempre facile gestione dei rapporti con la Regione e con il suo Organismo Pagatore, dai costi della burocrazia alla mancanza di politiche agricole lungimiranti, non sottacendo del G7 agricolo di ottobre, quando i riflettori della politica agricola internazionale si accenderanno su Bergamo.
Ampio spazio della relazione del presidente Giavazzi è stato, come consuetudine, dedicato all’approfondimento degli argomenti di interesse prettamente locale (ma non solo: vedi questione relativa al sistema delle APA o quella che investe i Consorzi Agrari), con riferimenti ai rapporti con le altre rappresentanze del mondo agricolo e con gli enti e organismi economici, politici ed istituzionali, rapporti in alcuni casi non agevolati da atteggiamenti immotivatamente ostruzionistici.
Molto apprezzati gli “appassionati” ma concreti interventi dei giovani soci, che hanno portato una ventata di ottimismo e speranza per il futuro: dal nuovo presidente dell’ANGA di Bergamo Diego Locatelli al responsabile della Sezione Agriturist Giovanni Ruggeri, alla presidentessa della Sezione di prodotto degli allevamenti equini Marianna Chemollo.
Ai lavori assembleari ha partecipato con delega del Presidente nazionale impossibilitato ad intervenire, Matteo Lasagna, già Presidente di Confagricoltura Lombardia e da poco designato alla vice presidenza nazionale, al quale sono state affidate le conclusioni.
Vi è stato inoltre l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, per la prima volta presente ad un’assemblea dei soci di Confagricoltura Bergamo, nonché quello del neo presidente di Confagricoltura Lombardia Antonio Boselli (un gradito ritorno), che ha saputo ben ribatterne alcune affermazioni non del tutto condivisibili.

Ecco la relazione del presidente Renato Giavazzi:          Relazione_del_presidente

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