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Tre etichette inusuali, Esperimento «effimero» - AZIENDA AGRICOLA TOSCA DI TOSCA COMI LOCATELLI

Enologia In un contesto in cui cresce la domanda di racconto e di scelte creative più che di stabilità e riconoscibilità, questi vini mettono in primo piano l’intenzione dell’autore e finiscono per diventare documenti

AZ. AGR. TOSCA DI TOSCA COMI LOCATELLI

AZ. AGR. TOSCA DI TOSCA COMI LOCATELLI

In un contesto in cui cresce la richiesta di narrazione e di scelte creative più che di stabilità e riconoscibilità, alcuni vini mettono in primo piano l’intenzione dell’autore e finiscono per diventare veri e propri documenti. È su questa linea che si inserisce l’esperienza AZ. AGR. TOSCA DI TOSCA COMI LOCATELLI  di Pontida, realtà guidata dalla famiglia Locatelli, che da oltre vent’anni coltiva circa 9 ettari di vigneto in regime biologico, associata a Confagricoltura Bergamo.

L’irripetibilità è da sempre alla base della natura del vino, oltre che del suo fascino più romantico. A parità di processo produttivo, ogni annata si distingue non solo per il lotto riportato in etichetta, ma come risultato di condizioni meteorologiche, vegetative e operative differenti, capaci di dare vita a un liquido unico e spesso riconoscibile. In una fase storica segnata dalla riscrittura del clima — e dei consumi — l’incontro tra situazioni ambientali straordinarie e la sensibilità del vignaiolo crea i presupposti per scelte fuori dall’ordinario.

È proprio da questa consapevolezza che l’Azienda Agricola Comi Tosca ha deciso di sperimentare, dando vita a vini “effimeri”: etichette mai prodotte prima e non destinate a entrare stabilmente nella gamma aziendale. Non un’idea di futuro quantitativo del vino, ma uno strumento di lettura del cambiamento, utile a testare nuove date di vendemmia, vinificazioni o affinamenti.

Dal 2021 al 2023, Comi Tosca ha selezionato uve dalle caratteristiche inusuali creando la linea “eSperimento”, che oggi conta tre etichette, ciascuna prodotta tra le 1.000 e le 1.400 bottiglie e presentata recentemente presso l’agriturismo Polisena di Pontida.

La prima nasce nel 2021 ed è un Pinot Grigio in versione orange. Uve che, in altre annate, sarebbero state pressate e destinate al Valcalepio Bianco, sono state invece diraspate e lasciate macerare sulle bucce per due mesi, approfittando di un’annata che Romildo Locatelli, seconda generazione dell’azienda, definisce “magica per calore ed equilibrio”. Il risultato è un vino dai delicati aromi primari, affiancati da una speziatura vivace e persistente, con un sorso sottile, astringente e saporito, tra richiami balsamici, melograno e anguria.

La seconda etichetta è un Solaris macerato, varietà tollerante alle principali malattie fungine. La grande siccità del 2022 ha ridotto l’acidità delle uve, rendendole inadatte alla spumantizzazione ma ideali per una vinificazione alternativa, grazie a un rapporto bucce-polpa favorevole. Ne nasce un vino maturo e strutturato, dal carattere deciso, che richiama il caco, il tè verde, gli agrumi e le erbe aromatiche.

La terza etichetta racconta invece l’annata 2023, in netta controtendenza rispetto alle precedenti. Piogge abbondanti e temperature più fresche hanno dato origine a uve Chardonnay di grande acidità e basso grado zuccherino (11,5%), affinate da Comi Tosca in un contenitore inedito: una vasca in cemento “a uovo”, capace di favorire moti convettivi naturali. Il vino si presenta arioso e minerale, con note di camomilla, prato, agrumi e susina, e un sorso che unisce volume e leggerezza, chiudendo su eleganti sensazioni saline.

Nelle ultime due vendemmie la linea eSperimento non è stata confermata. Da un lato perché, come spiega Romildo Locatelli, “l’ideazione di questi vini assorbe energie extra in una fase complessa come la vendemmia”; dall’altro perché l’irripetibilità resta credibile solo se rimane un’eccezione coerente con il percorso aziendale. D’altronde, se tutto diventa unico, nulla lo è davvero.

In un panorama in cui il racconto e la creatività acquistano sempre più valore, i vini dell’Azienda Agricola Comi Tosca diventano testimonianze autentiche: fotografie liquide di annate forse irripetibili e di decisioni prese in condizioni fuori dall’ordinario. A patto che siano frutto di onestà e visione, perché il confine tra un’intuizione brillante e un incidente ben raccontato resta sottile, ma sempre percepibile.

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